Solo per adulti, solo per divertimento
Il gioco d'azzardo è riservato ai maggiorenni (18+). Se giochi, consideralo come una serata fuori: una spesa per divertirti, non un modo per guadagnare o per recuperare soldi.
I segnali da non ignorare
- Giochi più tempo o più denaro di quanto avevi deciso.
- Torni a giocare per rifarti delle perdite.
- Nascondi quanto giochi a chi ti sta vicino.
- Usi soldi destinati ad altro, o li chiedi in prestito.
- Pensi spesso al gioco e diventi nervoso quando non puoi giocare.
Se ti riconosci anche in uno solo di questi punti, vale la pena fermarti e parlarne con qualcuno.
Limiti pratici
- Decidi prima un budget che puoi permetterti di perdere, e non superarlo.
- Fissa un tempo massimo e imposta una sveglia.
- Non giocare quando sei stanco, arrabbiato o hai bevuto.
- Se vuoi uno stop netto, valuta l'autoesclusione.
Dove chiedere aiuto in Italia
Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d'Azzardo (TVNGA): 800 558822. È il counselling telefonico dell'Istituto Superiore di Sanità. È anonimo e gratuito ed è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 16:00.
Numero Verde Nazionale Unico Dipendenze: 800 940 789. Da giugno 2026 ti permette di raggiungere anche la linea dedicata al gioco. È attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 19:30, ed è anonimo e gratuito da fisso o da cellulare.
Registro Unico Autoesclusioni (RUA). È gestito dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ed è gratuito. Ti permette di escluderti dal gioco a distanza:
- Entra nell'area personale del tuo conto di gioco oppure nel portale ADM.
- Sul portale ADM, autenticati con SPID.
- Scegli la durata: per un periodo determinato o a tempo indeterminato.
L'esclusione diventa operativa su tutti gli operatori interessati.
SerD (Servizi per le Dipendenze). Sono i servizi delle ASL che operano sul tuo territorio.
Associazioni:
- Giocatori Anonimi (338 1271215) organizza gruppi di auto-mutuo-aiuto.
- Gamanon (340 4980895) è dedicata ai familiari.
- Vinciamo il Gioco si occupa di prevenzione e cura del disturbo da gioco.
Chiedere aiuto non è una sconfitta: è il primo passo.